Visualizzazione post con etichetta Gatti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gatti. Mostra tutti i post

03 febbraio 2010

Addio Sugologone

SugologoneQuesto blog sembra essere diventato un sito di necrologi per gatti.
Sugologone ha vissuto con noi per quasi 10 anni. Ha avuto una vita piena e le sue 7 vite se le è evidentemente giocate tutte.
È arrivato in una gabbietta di ferro e come prima cosa mi ha graffiato. Fin dall'inizio ha mostrato un caratterino tutto suo. Aveva circa sei mesi e già subito si è preso una bella polmonite.
Quando era piccolo e giovane ha fatto tanti disastri: srotolare gomitoli, far cadere i pesci e via dicendo.
Ha dovuto cambiare un po' di case e adattarsi a nuovi umani.
Quando è nato Davide lui, forse, per lo sconforto, è caduto e si è rotto una zampa. Ma da gatto testardo si è sfilato il gesso per ben due volte e poi, con steccatura e chiodi, ha tentato di nuovo un balzo felino, finendo rovinosamente sul marciapiede, un piano più in basso. Dopo questa disavventura gli è rimasta la zampina sghemba, ma nonostante questo ha ripreso a saltare sui mobili e fare acrobazie.
Poi pian piano si è tranquillizzato.
È arrivato anche Filippo, ma ormai era abituato ai piccoli umani.
Ci siamo trasferiti di nuovo ed è arrivata la piccola Loreley con la quale aveva instaurato un rapporto di affetto quasi materno. Loreley ci ha lasciato ed è arrivata Kitty, ma Sugologone non ha legato gran che con questa miciona snob, anche se a volte si sono messi vicini sullo stesso angolo di divano.
Negli ultimi giorni non stava molto bene, il povero Sugologone, e avevo deciso di portarlo dal veterinario. Avevo deciso di portarlo oggi, non mi sembrava una cosa così grave da dover cambiare i miei programmi settimanali. Ieri mattina quando sono uscita sembrava quasi normale, non in forma, ma non in procinto di morire. Aveva dormito sul letto di Filippo, cosa strana, forse sapeva di essere vicino alla fine e ha voluto salutare il suo piccolo amico umano. La sera prima faceva dei miagolii strani, ma a parte questo, un po' di magrezza e qualche rigurgito... non mi sarei aspettata mai una fine così rapida.
Ieri sera sono tornata ed era un altro gatto, uno scheletro senza forze, si è tirato su per raggiungermi alla porta, si è fatto accarezzare, ma era allo stremo.
L'ho portato subito dal veterinario e dagli esami fatti forse ha avuto un blocco renale.
Non sapremo mai esattamente da quanto si trascinasse questi problemi, fatto sta che in pochissimo tempo quello che sembrava un malessere si è trasformato in un male mortale.
Ormai era agli sgoccioli, la vita stava fuggendo da lui e con un dolore immenso ho acconsentito a lasciarlo andare, addormentarlo per sempre. Almeno è morto con me accanto.
Mi rimane come sempre il rammarico di non aver capito prima che covava un male così grande, ma i gatti sanno evidentemente nascondere bene e tirano avanti fino all'ultimo, fino agli sgoccioli della loro settima vita.

07 febbraio 2009

Loreley

Addio Loreley...È stato bello averti con noi.
Sei arrivata da noi un giorno d'estate e te ne sei andata in un giorno d'inverno.
Mi piace ricordarti quando ti arrampicavi tra i libri e quando lottavi con Su Gologone.
Quando sei arrivata, lui ti soffiava contro, curvava la schiena e rizzava il pelo, poi fuggiva quando tu lo inseguivi, ma avete fatto amicizia e tu cercavi di prendere il latte succhiando il suo pelo. Stavate lì, acciambellati assieme, beati.
Quando volevi un posto tuo, ti infilavi sotto il piumone, quasi invisibile tra le morbide pieghe, e stavi lì dalla mia parte, a scaldarmi il posto. Ti piaceva anche andarti a riposare sullo stendipanni (quando era pieno di morbidi vestiti asciutti) oppure sui nostri vestiti sparsi sul letto. Sembravi beata.
Eri una bella micina, vivace, un po' matta.
Mi piace ricordarti così, nei tuoi momenti felici, quando saltavi sul tavolo per leccare il latte dalle tazze: non si poteva toglierti gli occhi di dosso perché ce lo bevevi letteralmente da sotto il naso! Una mattina mi sono distratta e ho sentito Filippo che gridava "ia ai, ia ia! mio ta! ia ia!" (vai via Loreley è mio il latte! Vai via!). Eri salita sul seggiolone e stavi leccando il latte dalla tazza di Filippo!
Ti piaceva assaggiare qualsiasi cosa, leccavi addirittura lo zucchero e poi ti arrampicavi senza sosta, anche in cima ai mobili della cucina e da lassù ci guardavi come a dire "venitemi a prendere ora, se ci riuscite!"
A volte, quando cercavo di addormentare Filippo, salivi sul lettino, come per controllare cosa stavamo facendo. La camera di Davide invece era sempre chiusa per te, perché ti piaceva troppo arrampicarti sui suoi scaffali, buttando giù le varie cianfrusaglie!
Spero che tu sia stata felice qui con noi e spero che ci perdonerai se non siamo riusciti a curarti.
Gli errori si pagano e l'averti perso è un prezzo altissimo per la leggerezza che abbiamo avuto, per non aver capito che stavi così male e per non averti dato le cure giuste al momento giusto.
Addio Loreley, bella micina.

10 agosto 2007

Coccole

Davide e Su Gologone
Davide e Su Gologone
Inserito originariamente da cnadia
Viens, mon beau chat, sur mon coeur amoureux ;
Retiens les griffes de ta patte,
Et laisse moi plonger dans tes beaux yeux,
Mêlés de métal et d'agate.

Lorsque mes doigts caressent à loisir
Ta tête et ton dos élastique,
Et que ma main s'enivre du plaisir
De palper ton corps électrique
[...]


Charles Baudelaire

25 luglio 2005

Gatto

20 gennaio 2004

Entropia felina

Dietro le mie spalle un nuovo universo è esploso. È incredibile quanta superficie può essere occupata dal contenuto di due scatole di giochi.
Il gatto osserva impassibile il disastro, dall'alto della sua poltrona si sente superiore a questi piccoli divertimenti del mini umano col quale è costretto a convivere.
Muove leggermente le orecchie e strizza gli occhi gialli quando un urlo lacera l'aria, ma non si scomoda, nemmeno quando un piccolo UFO gli atterra addosso.
Il gatto osserva con attenzione quel coso che si muove sul pavimento, alto meno di un metro. Non lo può inserire nella categoria degli umani, non è nemmeno un suo simile, non fa parte nemmeno della categoria degli oggetti semoventi e fastidiosi tipo aspirapolvere. Decisamente non è un piccione e fa troppo rumore per essere un pesce rosso. Il suo piccolo cervello felino non è ancora riuscito a trovare una giusta collocazione per questo essere che gli ruba spazio vitale.
L'unica cosa di cui è certo, e che non comprende, è che a questo esserino è permesso svuotare intere scatole di oggetti spargendole uniformemente per la casa, mentre a lui, povero e maltrattato gatto, non è permesso trastullarsi con giochini vari nella sua ora preferita, quando tutto è silenzio e il sole dorme dall'altra parte del mondo.
L’entropia aumenta e il gatto osserva.

19 gennaio 2004

L'inizio

Il ricordo più antico che ho è di una me stessa, credo 3enne o poco più, aggrappata alle sbarre del giardino, alla scuola materna. Il mio cuore gonfio di pianto e gli occhi pieni di lacrime, guardavo la mia macchina, o meglio quella dei miei, spiaccicata da un grosso bidone appena caduto da un camion. Oggi penserei inorridita a cosa sarebbe potuto succedere se invece della macchina ci fosse stata una persona, o se la macchina fosse stata occupata. Ma allora pensavo solo con disperazione alla mia macchinina tutta rotta. Ogni oggetto, come per ogni bambino, era per me dotato di vita propria, compresa la capacità di provare sentimenti, emozioni e dolore. La mia macchina soffriva sotto il peso di un grosso bidone e io ero impotente dietro le sbarre di quel cortile. Questo mio ricordo è come una foto in bianco e nero, leggermente sgranata, come se fosse stata ingrandita. Sono in piedi, le mani sulle sbarre, una gonnellina scozzese (o forse pantaloni a zampa?) e un cappottino molto anni '70, con cappuccio. Non ricordo assolutamente cosa sia successo in seguito alla macchina, sicuramente nulla è successo al guidatore del camion, dato che di certo non ho avuto la presenza di spirito di prendere il numero di targa.